Bilbo Baggins, il più stravagante tra gli hobbit della Contea, stà per festeggiare il suo centoundicesimo compleanno con un indimenticabile ricevimento. Tra gli ospiti della festa vi è anche il vecchio amico Gandalf, conosciuto molti anni prima nel corso di un viaggio che lo aveva portato a trovare un misterioso anello, in grado di rendere invisibile colui che lo indossa. Bilbo sente il richiamo dei luoghi che furono teatro delle sue avventure e decide, dopo la festa, di lasciare la Contea, facendo ereditare tutte le sue enormi ricchezze, comprendenti anche l'anello, al giovane nipote Frodo.
Diciassette anni dopo Frodo riceve la visita di Gandalf, che, a seguito di alcune ricerche nella città di Minas Tirith, ha scoperto che l'anello di Bilbo è in realtà il malefico Unico, forgiato da Sauron, l'oscuro Signore. Sauron, che perse l'anello nel corso dell'ultima guerra con gli uomini e gli elfi, sta ora disperatamente cercando il suo tesoro, che gli permetterebbe di dominare incontrastato sulla Terra di Mezzo. Sguinzaglia dunque nove cavalieri oscuri, spettri chiamati Nazgul, alla ricerca dell'anello. Gandalf convince Frodo a lasciare la Contea e a dirigersi verso la città di Brea, dove i due si reincontreranno con l'intento di recarsi insieme a Gran Burrone, l'elfica dimora.
A Frodo si uniscono anche il fidato servitore Sam e i due amici Pipino e Merry. I quattro, appena fuori dalla contea, smarriscono subito la strada, cacciandosi nei guai ripetutamente. A salvarli sarà il misterioso Tom Bombadil, che li guiderà sino a Brea. Una volta giunti alla città, Frodo si dirige verso la locanda scelta da Gandalf come punto di incontro. Al posto dello stregone troverano invece Grampasso, un misterioso ramingo che difende il quartetto da un primo attacco dei Nazgul. I cinque ripartono al mattino, dirigendosi da soli verso Gran Burrone.
Nel frattempo Gandalf ha mancato l'appuntamento a causa del tradimento di Saruman, capo dell'ordine degli stregoni. Gandalf, dopo aver rifiutato l'alleanza con Mordor, viene dunque rinchiuso sulla sommità della torre di Isengard. Egli riuscirà a evadere solo grazie all'aiuto di un'enorme aquila sua amica, che lo trasporta in volo a Gran Burrone.
Nel frattempo l'ingenuità degli hobbit mette in pericolo l'anello: guidati da un fuoco acceso da Pipino, cinque dei Nazgul rintracciano e attaccano i cinque fuggitivi sul Collevento. Frodo, che aveva indossato l'anello nel disperato tentativo di sfuggire alle spade dei cavalieri neri, viene ferito da un pugnale, ma Grampasso riesce ancora una volta a difendere tutti quanti. La ferita tuttavia si rivela presto gravissima e l'unica speranza di guarigione è legata alla medicina elfica. I cinque accelerano il passo e giungono al fiume che li separa da Gran Burrone.Ad aspettarli ci sono i Nazgul al gran completo. Una spettacolosa magia di Gandalf ed Elrond, sovrano degli elfi, li salva però dal pericolo.
Elrond riesce a guarire Frodo, che, compiuta la sua missione di portare l'anello a Gran Burrone, chiede di poter far ritorno alla Contea. Ma Elrond non ha nessuna intenzione di nascondere nella sua dimora un oggetto malefico come l'Unico; egli indice perciò un consiglio, per discutere della sorte dell'anello. A presenziare il consiglio sono molti valorosi guerrieri: dopo interminabili discussioni, viene deciso di eliminare l'anello gettandolo nella cavità del Monte Fato di Mordor. A compiere l'improba impresa sarà una compagnia, guidata da Frodo, che ormai ha assunto cosapevolezza dell'importanza del proprio ruolo, e formata da Merry, Pipino, Sam, Gandalf, l'elfo Legolas, il prode Grampasso, il nano Gimli e il guerriero di Gondor Boromir.
I nove si mettono in viaggio e cercano di scalare le montagne attraversando un passo innevato: Saruman scatena tuttavia contro di loro le forze della natura, costringendoli a tentare l'attraversamento della catena montuosa attraverso le miniere di Moria. All'interno delle miniere i nove trovano i resti del popolo nanesco che le aveva scavate e costruite. Ad ucciderli sono stati gli Orchetti, che presto, accortisi dell'intrusione, costringono la compagnia ad ingaggiare battaglia. Ma le due parti sono interrotte dal sopraggiungere di un pericolo superiore ad ogni aspettativa: un Balrog, antico demone delle profondità della Terra. Nel tentativo di arginarne la sconvolgente forza, Gandalf perde la vita. Gli altri otto riescono tuttavia a uscire dalle miniere.
Sconvolti per la perdita della loro guida, gli otto fanno tappa nel bosco di Lothlorien, dove ad attenderli è la dama bianca Galadriel, elfica regina. A Frodo viene concesso di vedere nel mare dei propri futuri possibili: a sconvolgerlo è la visione di un malefico occhio fiammeggiante, lo sguardo di Sauron. La compagnia abbandona il bosco per dirigersi verso il regno di Gondor, con l'intenzione di far tappa a Minas Tirith. Lungo il fiume, tuttavia, sono vittime di un agguato teso loro dagli orchetti.
Pochi attimi prima della battaglia Frodo e Boromir hanno un diverbio: l'umano vorrebbe tenere per sè l'anello, con l'intenzione di usarlo nella difesa di Gondor. Frodo, impaurito dalla furia scatenatasi nell'animo dell'amico, indossa l'anello e prende la decisione di proseguire da solo. Nel frattempo la battaglia infuria e le soverchianti forze degli orchetti sembrano mettere in difficoltà i membri della compagnia...
Edited by Filiberto - 16/3/2007, 19:46